La Clape in Argentina

Inizia il 18 marzo il viaggio in Argentina che vedrà protagonisti alcuni componenti della Clape, dell'ANEA e del Fogolâr di Monfalcone, che saranno accompagnati da alcuni amici.

Da Buenos Aires (il 20 marzo), verranno contattati numerosi Fogolârs e circoli friulani per presentare i progetti che la Clape sta presentando alle autorità del Friuli.  Mar del Plata, Rosario, Santa Fè, Paranà, Malabrigo, Avellaneda, Còrdoba, Colonia Caroya, Mendoza e infine Salta è il lungo elenco dei contatti programmati.

Il 3 aprile, 933° anniversario della costituzione della Patrie dl Friûl, la comitiva raggiungerà il Viadotto della Polvorilla a 4200 m. slm a testimonianza degli 80 anni di costruzione del manufatto da parte delle maestranze di Monfalcone.

Il Viaggio è stato salutato con un messaggio dell'Assessore Molinaro e del Sindaco di Gemona che riportiamo integralmente in seconda pagina.

Per alcune settimane il servizio internet su queste pagine potrebbe venire sospeso. Ce ne scusiamo contutti gli amici.

 

Attraverso questa pubblicazione, realizzata dall’Associazione Clape Friûl dal Mont, invio un caro saluto e un fraterno abbraccio a tutti i corregionali d’Argentina, rivolgendo un caloroso Mandi ai più anziani, custodi di memorie e di valori preziosi; ai loro discendenti, depositari di un’identità che unisce le due sponde dell’oceano; a tutti i giovani, che rappresentano la nostra speranza e il nostro futuro.
Un futuro che affonda salde radici nel passato, come dimostra la commemorazione programmata sul Tren a las Nubes per i 933 anni di storia della “Patria del Friuli”, nata proprio il 3 aprile 1077, con l’investitura feudale del Patriarca d’Aquileia.
Una ricorrenza significativa, la cui rievocazione sullo spettacolare viadotto della Polvorilla, a 4220 metri sul livello del mare, fa nuovamente incontrare il Friuli e l’ Argentina nella storia.
Ieri, questo incontro è avvenuto attraverso la difficile via dell’emigrazione, oggi si ripete mediante un gioioso momento di festa che rinnova legami forti e solidali.
Un patrimonio d’affetti, intimo e profondo, che la Regione intende salvaguardare, ringraziando tutte le comunità di corregionali per aver fatto onore alla propria terra, testimoniandone con orgoglio la cultura, l’identità, le tradizioni.
Un insieme di valori che le nuove generazioni hanno il compito di tradurre in un ponte ideale fra Argentina e Friuli, costruito sulla fratellanza e l’amicizia.
Con questa convinzione rinnovo a tutti i Friulani d’Argentina il mio più caro Mandi lassant che il pinsîr al vadi ae gnestre int sparniçade pal mont.

Roberto Molinaro
Assessore regionale per i corregionali all’estero

 

Fradis!
E’ così che vi voglio chiamare perchè, nonostante ci separi un Oceano, ci sentiamo e siamo comunque fratelli ed è con questi sentimenti che mi rivolgo a voi, fratelli friulani d’Argentina!
Se non posso essere fisicamente presente lì con voi, sappiate che lo sono con il mio cuore e con la mia mente.
Come dimenticare, infatti, un popolo intero, che ha conosciuto la dolorosa esperienza dell’emigrazione con la rara virtù, però, di saper superare le difficoltà con la dote della fratellanza che gli ha permesso di inserirsi, con vero spirito di adattamento, nella vita di un altro e diverso Paese.
Fin dal 1876, quando i primi friulani (ben 8.000 fino al 1880!), hanno aperto la strada verso l’Argentina a tanti loro parenti ed amici, resistendo ad ogni avversità e, alla fine, affermandosi per il loro bene, per quello dell’Argentina ma anche per il bene dell’intero Friuli, la Patria mai dimenticata!
E’ così che a Colonia Caroya, nell’intera Provincia di Cordoba, a Reconquista e Avellaneda e nell’intero nord est della Provincia di Santa Fè, a Resistencia, a Villa Regina, nella Provincia di Rio Negro e lungo il fiume Paranà, risuonano ancor oggi cognomi a noi noti e cari e, sono certo, in ogni casa c’è ancora un “fogolar” acceso che scalda ed illumina, simbolo imperituro di una Patria mai dimenticata.
Grazie, perchè con il vostro lavoro e con il vostro esempio avete onorato tutto il Friuli! “Sono persone che si sono cementate nel carattere attraverso varie generazioni, con costumi speciali ed una particolare e rara moralità”: così i giornali argentini, fin dai giorni della fondazione di Colonia Caroya, scrivevano dei friulani appena arrivati.
Ebbene questo tratto distintivo che avete portato nel Nuovo Mondo ci onora e ci rende orgogliosi di appartenere allo stesso popolo.
A tutti voi l’affetto e gli auguri di Gemona e dell’intero Friuli che è e sarà sempre la vostra terra e la vostra casa. “Il Friûl us ringrasie e no dismentèe” così era scritto nei nostri Paesi, sui pochi muri superstiti al terremoto del 1976.
Ebbene io oggi ve lo confermo: non vi dimenticheremo!    Mandi Fradis

Paolo Urbani
Sindaco di Gemona del Friuli

Ultimo aggiornamento ( venerdì 11 giugno 2010 )