IL FRIÛL CHE AL VEN DAL MONT
Prime ti ignorin,
dopo ti ridin,
dopo ti combatin.
Dopo tu tu vincis!
(Ghandi)
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EMIGRAZIONE, TEATRO AI COLONOS |
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Pagina 1 di 2 avostanis nuie di masse
SPIERDÛTS
Installazione teatrale con il Teatro Incerto
giov 29 - ven 30 - sab 31 agosto, dalle h 21.00 alle 23.00
Agriturismo Ai Colonos, Villacaccia di Lestizza
Sarà un lavoro inedito del Teatro Incerto a inaugurare la serie di eventi della diciannovesima edizione di Avostanis 2010, che darà vita all'estate dei Colonos nella corte dell'agriturismo di Villacaccia di Lestizza, all'insegna del tema "Nuie di masse". Il titolo, che è stato prestito dal motto inscritto nel tempio greco di Apollo a Delfi nel sesto secolo avanti Cristo, si ripropone oggi in tutta la sua urgente attualità e troverà sviluppo in diverse iniziative e incontri culturali che l'associazione culturale Colonos ha progettato e realizzato appositamente, e che sono stati resi possibili dal sostegno della Regione Friuli-Venezia Giulia, dalla Provincia di Udine, dai comuni di Lestizza e San Vito al Tagliamento, e da un nutrito gruppo di sponsor quali AMGA, CAFC, Distilleria Domenis, Nordest Banca/Gruppo Banca Popolare di Cividale e Poligrafiche San Marco di Cormons.
Giovedì 29, venerdì 30 e sabato 31 agosto, dalle ore 21 alle 23, verrà presentato "Spierdûts" di e con Fabiano Fantini e Elvio Scruzzi, che non ha propriamente le caratteristiche del teatro in senso classico, ma è piuttosto "una installazione teatrale" della durata di circa mezz'ora, che verrà riproposta più volte nella stessa serata per un pubblico ristretto a numero chiuso.
Dopo "Letaris di amôr e fadie", e "L'orda, quando gli albanesi eravamo
noi" di Gian Antonio Stella, il Teatro Incerto ritorna sul tema
dell'emigrazione, e lo fa sempre ai Colonos, creando un’installazione
che si sviluppa nei diversi spazi dell’agriturismo di Villacaccia.
Nella porcilaia si potrà ascoltare dalla voce di Maria Luisa Rosso una
toccante poesia di Leonardo Zannier, mentre nella stalla Scruzzi e
Fantini racconteranno in un video girato qualche mese fa, a cura di
Romano Remigio, la loro idea originaria, allo stato germinale, di
quello che era lo spettacolo che avevano in mente; infine, in uno
scantinato, i due attori analizzeranno, attraverso la verità del
teatro, lo stato d’animo di chi prova il senso dello sradicamento e
della perdita d’identità, creando un ambiente in cui raccontare le
storie di migliaia di uomini che, costretti a partire dalla loro terra,
si ritrovano arenati in luoghi senza speranza.
In questo piccolo ambiente non teatrale potranno entrare solo pochi
spettatori per volta, a rotazione, e lo spazio sar‡ condiviso con gli
attori.
Ispirati dal famoso testo di S. Mrozeck "Emigranti", Scruzzi e Fantini
presto lo hanno abbandonato per rivolgersi a diversi autori, formando
un collage di frammenti che si muovono nell’arco di un secolo,
dall’emigrazione friulana del primo novecento fino ai giorni nostri.
Di "Emigranti" di Mrozeck rimane l’idea della squallida stanza in una
città straniera, stanza che nell’installazione Spierdûts diventa uno
spazio simbolico in cui si compie il sacrificio di due uomini. La
nazionalità dei protagonisti non viene definita, così pure il periodo
storico in cui si svolge l’azione nell’intento di rendere universale la
condizione dell’emigrazione e dello spaesamento. I testi di riferimento
vanno da "Ai confini del mondo" di Flavio Vidoni a "Bilal" di Fabrizio
Gatti, da "Pensa che…" di Zîrek alla Bibbia.
L'ingresso è libero.
www.colonos.it.
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 12 agosto 2010 )
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Fevelâ par Furlan in Arg.
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