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Intervento di Danilo Vezzio Presidente del Fogolâr Furlan di Lione per Villa Santina.
Innanzitutto mi congratulo per l'organizzazione di questo incontro dibattito che ci dà l'occasione di esprimerci, di incontrarci, di contarci, di analizzare e sopratutto reagire alla realtà, all'evoluzione costante della situazione. Questo tipo di incontri sono sufficienti, non occorrono grandi e costosi convegni, conferenze, seminari, simposi ecc.un incontro come questo é dinamico, efficace, diretto e nell'attualità immediata e presente.
E sopratutto un dialogo, ed una informazione costruttiva tra l'autorità politica e le associazioni; primo ingranaggio della democrazia.
Il tema é da Friburgo a Villa Santina 40 anni di storia friulana! A titolo personale dovrei dire da: Neufchâtel a Villa Santina, infatti il mio papà, sarto, ha fatto questo percorso, era sarto a Neufchatel, poi artigiano in proprio, sulla piazza della chiesa di Villa Santina e sono più di 60 anni di insegnamento che dobbiamo mettere in pratica.
A Lione, qualche giorno fa il presidente Napolitano ha pronunciato delle parole che confermano quello che da anni batto e ribatto, ha detto:''abbiate il coraggio dei vostri ideali'' e qual'é il nostro ideale? Per noi a Lione é semplicissimo:
Siamo un popolo con un territorio, una lingua, una storia, una cultura, siamo quindi una Nazione, e tutti i singoli individui dovrebbero comportarsi, al loro livello, come membri di una Nazione che si rispetta!
Non mi si fraintenda, non siamo alla ricerca di impossibili autonomie o peggio utopiche indipendenze, siamo semplicemente alla ricerca della nostra identità, nel rispetto della nostra dignità umana, é uno dei diritti dell'uomo, uno dei nostri diritti, nell'assoluto rispetto di tutti gli altri!
Annunciato l'ideale, non significa che idealizziamo tutto, sappiamo che i sogni si trasformano raramente in realtà, allora qual'é la realtà a Lione? Cosa vogliamo in pratica?Quali sono i cambiamenti o gli obiettivi da realizzare?Come fare?
La realtà dei friulani di Lione, é senz'altro diversa di quella nella pampa Argentina, ma comunque c'é sempre una analogia, un punto base: l'esistenza di friulani di prima o seconda generazione che chiedono una maggiore considerazione come membri di un popolo, il fatto che abbiano 70 o 80 anni e oltre, non significa che non abbiamo nessun interesse e che debbano essere esclusi da un'azione del Friuli, verso il suo popolo sparnizzâs pal mont, anzi sono il trampolino per una eventuale politica più ambiziosa, verso la loro discendenza, quindi verso il futuro.
Fatta questa analisi qual'é l'azione da svolgere? Accompagnare quest'emigrazione, iniziando dall'aggiornamento delle anagrafi comunali, sensibilizzare tutto quello che ha autorità in Friuli partendo dai sindaci, per una riconquista dei loro cittadini.
A questo punto ogni tipo d'azione é buona ma se ci fosse un documento o un'azione coordinata dalla Regione o dalle Province (la Nazione) avrebbe più forza e più valore, é ovvio che i Foglârs o Fameis hanno il loro ruolo, e che verrà chiesto loro un lavoro, ma allora é anche ovvio che ci sia un sostegno adatto ed adeguato.
La politica del futuro deve essere preparata, ma passando dagli ascendenti, é attraverso il rispetto della discendenza verso gli antenati che si potrà ottenere un interesse dei giovani oriundi verso il Friuli, é l'azione verso gli emigranti di prima generazione che verrà considerata per prima, poi si puo' allungarla ai figli e nipoti.
I giovani hanno la loro vita, che non puo'essere imperniata sul Friuli, come lo é stato per i nonni, il Friuli, non rappresenta nulla, o poco per loro, se lo riconoscono, é spesso considerato, come la terra ingrata lasciata dai nonni.
La visione del Friuli, nei confronti dei giovani di origine friulana, deve essere alla giusta dimensione, e far parte di una politica regionale a lungo termine, basata non su effimere personalità politiche, o economiche, ma sempre sulla base di una Nazione che considera il suo popolo nell'insieme dei suoi strati.
La Nazione friulana, ha il suo popolo in ogni parte del mondo, e costituisce una risorsa di cui non abbiamo ancora iniziato l'esplorazione.
Non possiamo sviluppare qui e quest'oggi le diverse fasi pratiche, quello che vogliamo far sentire da Lione, é la necessità di una politica globale di riconoscimento, di accompagnamento, di comunicazione permanente con l'insieme dei friulani nel mondo, nondell'emigrazione, che non esiste più, siamo cittadini del mondo, non vogliamo assistenza vogliamo sentirci friulani, in seno ad una Regione Nazione, che ha avuto il primo parlamento in Europa e quindi al mondo.
La politica lungimirante non puo' venire da Ente Friuli nel Mondo, che é stata un'idea e una realizzazione geniale, salvatrice, lungimirante di Tessitori, Chino Ermacora, Ottavio Valerio, Mario Toros e tanti altri, la genialità e la volontà deve ora scaturire dai nostri Tondo, Fontanini, Gherghetta, Molinaro ecc. ne hanno la capacità, hanno anche il nostro sostegno senza indugi, senza dubbi, aspettiamo la dimostrazione della loro volontà, di agire come uomini di Stato con una visione vicino alla nostra.... siamo una minoranza? Si ma le minoranze che agiscono vincono sempre, c'é qualcuno che da anni lo ripete... ma siamo una minoranza che agisce?
Potrei leggervi il documento sull'associazionismo italiano, quindi anche friulano, all'estero, redatto ultimamente da un gruppo ristretto ad hoc, del Cgie, che ha fatto autorità: ''l'associazionismo non é un fenomeno di retroguardia, ma dinamico, un ponte tra mondi in evoluzione'' questo tipo di frasi sono numerose, e perentorie, ma a cosa serve che vi legga, se Tondo non ci crede, a che serve se Fontanini rimane scettico, a che serve se Molinaro non é convinto.... ora tutto dipende da loro, sono loro che devono fissare gli obiettivi, darsi i mezzi per realizzarli, mobilizzare le truppe per una visione, per un ideale, i cui frutti, non sono per domani... ed é questo il rischio, ed é qui che occorre il coraggio!
E la visione di quelli di Lione, non é vangelo, e non abbiamo l'infallibiltà di un papa nel dogma... ma abbiamo la nostra vita e esperienza come guida... e un'ideale che da anni ci anima!
Coragjo fantaz, bisugne fà un pas indenant, La Clape a da belzà un bjel esempli, bisugne ducj insemit sburtà, no il caroçon da l'emigratzion come che nus dite agns fa, come co fossin zingars, ma sburtà il popul furlan a jentrà tal cercli des Regions Nazions, o vin i miez umans e economics, baste nome volé, e o sarin un'esempli par ducj, in dùt il mont!
Mandi cûr Danilo Vezzio FF Lione
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