Il Lunari de Clape 2010

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Globale e locale Stampa E-mail

L’intuizione dell’On. Piero Bassetti, che si sviluppa in “Globus et Locus”,  e l’applicazione delle sue tesi al Friuli durante l’intervento nel 2004 a Cividale nel corso della prima Convention della friulanità nel Mondo.

 .. spero che il mio contributo possa essere strumentale allo scopo della Convention, che è quello di ripensare in modo nuovo alla Friulanità nel Mondo, riconsiderandone le forme organizzative secondo più efficaci criteri di aggregazione, alla luce delle sfide imposte dalla globalizzazione. 

La vostra iniziativa interessa molto a noi di Globus et Locus. L'Associazione che presiedo si propone infatti come un luogo di riflessione, ricerca e progettazione sui temi del globale, del locale e delle relative interconnessioni.

Quella locale è una realtà complessa e articolata, dove le appartenenze, le lealtà e le identità tendono in misura crescente a essere multiple. Il localismo afferma una concezione di popolo nuova, diversa da quella di discendenza westfaliana che verteva esclusivamente sui popoli nazionali e sull'identificazione stato-nazione. Il mondo glocal premia un'organizzazione di popoli come la vostra, a carattere transnazionale e che si riconosce in un sistema di appartenenze di matrice etnico-culturale.

La rilevanza delle aggregazioni diverse da quelle nazionali ma legate ad appartenenze indipendenti dall'organizzazione statuale, è un fenomeno di grande interesse, e che si traduce nel riconoscimento di un sistema di pluri-appartenenze.

Ovvero nell'appartenere contemporaneamente alla dimensione italiana a quella europea, alla dimensione friulana e, per quanto mi riguarda, alla dimensione italica che cercherò di spiegarvi.

Nell'epoca della glocalizzazione e delle diaspore transnazionali, gli italici si configurano come una diaspora interconnessa al suo interno da un "comune sentire", dalla condivisione di alcuni valori essenziali, tipici dell'italian way of life, più che da un'appartenenza di tipo etnico-linguistica o giuridico-istituzionale.

Le migliaia di associazioni, di comunità, di centri di incontro fra persone di origine italiana esistenti in tutti i continenti testimoniano la diffusione e la vitalità di questa grande "comunità di sentimento": una delle imponenti diaspore transnazionali che caratterizzano in misura crescente il mondo nell'età della globalizzazione.

La diaspora italica è una grande risorsa, una risorsa per le società di accoglienza e di appartenenza: una risorsa per le comunità locali e regionali (italiane) di origine e di provenienza; infine anche una risorsa per il mondo post-westfaliano che ha bisogno di nuovi attori e di nuove culture in grado di garantire un livello più adeguato ed efficace di governance globale e a cui la nostra diaspora può offrire il contributo della sua identità ed esperienza "glocali" e delle reti di relazioni che da queste conseguono.

La diaspora friulana cosi come quella lombarda, piemontese, sarda. ecc. in altre parole italica, cosi come individuata da Globus et Locus mostra un carattere marcatamente glocal. Essa si configura innanzitutto come una diaspora dei localismi (friulano. genovese, lombardo, piemontese ecc.) tipici delle tante identità urbane e regionali di cui è intessuto il nostro paese ed è, nel contempo, una diaspora "globale" e cosmopolita che percorre il mondo in nome di valori e di interessi caratterizzati da una vocazione universale.

Ed è proprio attorno al sistema degli interessi che si sviluppa una delle aggregazioni tipiche delle nuove modalità di appartenenze, e che è costituita dalla business community.

Essa si configura come un tipo di appartenenza prettamente funzionale e quindi meno legata a criteri di aggregazione derivanti dalle omogeneità etniche. Tuttavia, va riconosciuto che le comunità italiane si sono ormai stabilmente integrate nel tessuto sociale delle diverse realtà locali e che sono in buona misura entrate a far parte delle elites dirigenti nelle diverse 'patrie' sparse per il mondo. Queste business communities italiche rappresentano una risorsa strategica per I'Italia e per il sistema delle Piccole-Medie-Industrie italiane ed estero-italiane che potrebbero trovare in esse un alleato e un supporto operativo per creare un ponte tra sistema locale e mercato globale.

Non va infine dimenticato che il mondo globalizzato - se vuole essere governabile, visibile, - ha bisogno di istituzioni. di istituzioni nuove o comunque di istituzioni che sappiano svolgere nuove funzioni.
Credo - è questa una delle convinzioni di fondo dell'Associazione Globus et Locus che presiedo - che le istituzioni di riferimento, delle diaspore transnazionali siano per un verso istituzioni territoriali e per altro verso istituzioni funzionali.

Quelle territoriali: più ancora degli Stati, sono le istituzioni dei "globo" (internazionali, sovranazionali come I'ONU o I'Unione Europea) e per altro verso del "luogo" (Regioni, Comuni...).
Qui una grande responsabilità e un grande ruolo hanno le Regioni - che sono intermedie fra Stati nazionali e comunità locali, e sono istituzioni glocali che connettono "luoghi" a "luoghi" e i "luoghi" al “globo" - come istituzioni di riferimento non solo più delle migrazioni.

Le altre istituzioni di carattere glocal sono quelle funzionali: Camera di Commercio (Camere italiane all'estero: la mia esperienza della presidenza di Assocamere estero), nell'attività economica; Università, nella formazione, nella ricerca, nella cultura; Fondazioni. Non a caso noi nella nostra associazione comprendiamo appunto tutte queste tipologie di istituzioni tanto territoriali quanto funzionali.

Come Associazione Globus et Locus, proprio per la natura della nostra composizione (Regioni, Camere di Commercio, Fondazioni ecc.: istituzioni territoriali e funzionali insieme) e per la cultura del glocalismo e del funzionalismo che ci ispira, si propone come un possibile luogo di riflessione e di connessione, attraverso:
- La promozione della ricerca empirica, della conoscenza del fenomeno glocal nei suoi aspetti quantitativi e qualitativi.
- La promozione del "fare rete" non solo in senso bidirezionale (fra comunità d'origine e comunità dislocate all'estero), ma in modo multidirezionale, avendo per orizzonte il mondo, e nei settori di maggiore rilevanza strategica in un contesto di globalizzazione: l'informazione e la comunicazione, la cultura e la formazione, la ricerca scientifica e tecnologica, I'economia e il business.

Spero che grazie alle riflessioni e alla prassi sviluppate da Globus et Locus il mio contributo a questa iniziativa possa essere utile alle finalità perseguite dall'Ente Friuli nel Mondo che, alla luce della sua consolidata tradizione storica e dello straordinario patrimonio relazionale dei suoi Fogolârs, ha ritenuto indispensabile riconsiderare, la comunità friulana e il rapporto tra il Friuli Venezia Giulia e la sua diaspora, in relazione alle sfide imposte dalla globalizzazione. 

Piero Bassetti

Tratto da: www.globusetlocus.org/it

Ultimo aggiornamento ( venerdì 23 maggio 2008 )
 
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